Editing: la lunga via che conduce alla pubblicazione di un libro

Editing – Vita da scrittrice.

Editing - Laura Rocca Autrice

 

 

Mi capita spesso di ricevere i vostri fantastici messaggi privati in cui mi domandate quando uscirà un nuovo libro.

Quando vi rispondo che ci vorrà un po’ di tempo poiché tra stesura e pubblicazione esiste un “mare”, c’è chi risponde che attenderà con pazienza e chi ne richiede i motivi.

Il motivo, principalmente, è l’editing.

Editing: cosa è?

Molti, erroneamente, pensano che l’editing sia rileggere un testo per trovare eventuali refusi, ma in realtà questa è solo la minima parte del lavoro, l’editing è molto di più.

L’editing è una revisione totale del vostro manoscritto che si focalizza sia sui contenuti, sia sulla forma.

 

I contenuti sono così suddivisi:

  1. Personaggi;
  2. Ambientazione;
  3. Trama e ritmo del testo;
  4. Impatto emotivo e messaggio.

 

Un bravo editor dovrà essere capace, con occhio critico ed esterno, di valutare la psicologia dei personaggi, il loro spessore e la loro coerenza. Molto importante è l’arco narrativo legato a ogni personaggio e come le vicende presenti nella storia interferiscano con un eventuale cambiamento/crescita dello stesso.

Anche le ambientazioni dovranno essere verosimili e fare sentire il lettore dentro la storia senza procurargli quella fastidiosa sensazione di estraneità.

Tutto deve avere un senso.

Esempio a caso di una cosa orrenda che ho trovato in diversi libri, anche famosi: se ambientate una storia in America, chi legge troverà assurdo che i personaggi a tavola mangino taglierini al pesto e pollo alla cacciatora. Informatevi sulle usanze alimentari locali. Va bene che la cucina italiana è famosa nel mondo, ma gli americani non mangiano come noi. Se volete proprio inserire cibo italiano, almeno, motivatelo con una nonna di origine italiana che cucina, evitate di fare strafalcioni così banali.

Per quello che riguarda trama e contenuti, il nostro editor dovrà saper individuare tra le righe le debolezze della storia ed elencarcele, come anche invitarci a valorizzare i punti di forza. Eventuali stereotipi troppo marcati, concetti triti e ritriti, banalità e mancanza di verosimiglianza non rientrano nelle doti di un buon libro.

In ultimo, ma non meno importante: il messaggio. Che cosa volevate dire al mondo con il vostro libro? Ci siete riusciti?

Un editor capace sarà in grado di leggere con occhio critico il vostro libro e vi saprà dire se il messaggio, anche se scritto tra le righe, arriva o meno, se le scene emozionali rendono, se il testo è in grado di suscitare in chi legge proprio le domande e le sensazioni che volevate spingerlo a porsi o provare.

Per cosa riguarda la forma possiamo prendere in considerazione questi elementi principali:

  1. Scorrevolezza del testo;
  2. Sintassi:
  3. Ortografia;
  4. Semantica;
  5. Grammatica.

L’editing della forma ha lo scopo di valorizzare e fare crescere lo stile dell’autore perfezionando il suo modo di scrivere di volta in volta.

La correzione di bozze NON è un editing formale.

Un buon editor dovrà, prima di tutto, considerare a che target fa riferimento il libro.

Per aiutare l’autore a dare il giusto tono al testo è importantissimo che l’editor sappia a che pubblico è destinato il libro.

Solo così potrà fare in modo che il testo risulti scritto in modo consono per il lettore ultimo e che sia appassionante, stimolante, scritto con il giusto linguaggio, con coerenza e che soprattutto sia commerciale, in parole povere: vendibile.

Sì, perché per quanto il lavoro di uno scrittore sia quello di scrivere e trasmettere emozioni, un libro invendibile è inutile poiché non lo leggerà nessuno.

 

Editing: perché non puoi farlo da solo?

C’è chi erroneamente crede che abbia bisogno di un editor professionista solo una persona che non sa scrivere bene, oppure chi pensa che il lavoro dell’editor sia riscrivere da cima a fondo un libro.

La risposta è NO. Non esiste nulla di più sbagliato.

È impossibile editare a dovere un libro per proprio conto per più motivi.

  • Manca l’autocritica esterna. Un libro è come un figlio, se quel pezzo lo abbiamo scritto è perché ci è piaciuto scriverlo, non ci verrà mai in mente di eliminarlo, solo l’occhio attento di un professionista sarà in grado di farvi capire che quel paragrafo che amate tanto è completamente da eliminare perché il libro ci guadagnerà.

 

  • Anche per cosa riguarda gli errori vale la stessa cosa. Dopo un po’ di volte che rileggete il vostro libro è facile che i refusi nemmeno li vediate più. Non affidatevi al cento per cento alle “righe rosse” di Word. Word non evidenzia tutti i refusi presenti in un testo, dovete trovarli voi.

 

  • Solo uno sguardo professionale e allenato saprà cogliere al primo colpo eventuali discordanze nella storia, passaggi che non funzionano, incongruenze in atteggiamenti, scelte e caratteri dei personaggi. Il vostro libro è la vostra creatura, difficilmente noterete queste cose da soli. Io stessa, dopo più di dieci libri e quattro anni di editing professionale, ho appena imparato a trovare da sola alcuni passaggi da eliminare completamente e, ancora, nemmeno li vedo tutti.

 

  • Il vero editor non è mai colui che ci rende il libro fatto e finito per la pubblicazione senza che noi dobbiamo fare nulla. In questo caso non imparerete niente. Un bravo editor vi renderà il vostro file Word con evidenziati a margine i passaggi che non funzionano sollecitandovi a trovare un modo per risolvere la cosa e analizzando con voi la vostra soluzione. Una persona capace vi spingerà a crescere e a essere in grado, a ogni nuovo libro, di presentargli un manoscritto sempre più vicino a un libro finito.

 

  • Non esistono scrittori che non hanno bisogno di un editor. Qualsiasi libro di grandi case editrici che acquistate in libreria è passato sotto le mani di un editor, anzi, in quei casi anche più di uno.

Altri piccoli suggerimenti

Ci sono inoltre dei tempi di “maturazione” del testo che non si possono ignorare.

Io dico sempre che metto il libro a “decantare”, come si fa con il vino.

Terminata la prima stesura di un libro, non lo rileggo prima di un mese/due. Questo mi aiuta a prendere il giusto distacco dall’entusiasmo che provo per la storia e mi è utile quando lo riguardo per la prima volta perché riesco a individuare più facilmente discrepanze e situazioni che funzionano poco.

Dopo la prima rilettura ne faccio un’altra più attenta, utile a individuare una buona parte di errori di battitura che in prima battuta non ho visto. (Prima di mandare il testo al vostro editor rileggetelo almeno un paio di volte).

In ultimo, ma non meno importante, trasformo il mio file word in un e-book e lo rileggo dal lettore. È più facile notare i refusi leggendo un libro come tale, si entra in “modalità lettore” e saltano all’occhio più facilmente che su un file Word letto al PC.

E quando si lavora con l’editor?

Quando entra in gioco l’editor si lavora in coppia. Tutte le revisioni contenutistiche SONO A CURA DELL’AUTORE, l’editor non deve MAI intervenire sulla storia, sullo stile e sulle scelte dell’autore in prima persona. Il suo compito è farci notare i difetti della storia, ma siamo noi a doverli mettere a posto.

Una volta che il lavoro di editing sarà completo è vostro DOVERE rileggere ancora il testo per verificare sia il più perfetto possibile.

Se il vostro editor, solitamente, vi rende un testo pronto e finito sul quale ha lavorato completamente da solo, valutate di cambiare editor, non fa realmente il suo lavoro e non imparerete mai nulla.

Detto questo, se avete compiuto tutti questi passaggi, fate un respiro e considerate due cose:

  • Siete umani;
  • Il vostro editor è umano.

È possibile che nel vostro libro, nonostante tutte le cure che gli avete riservato, rimanga ancora qualche piccolo refuso qua e là, può capitare ed è inutile andare a cercare colpevoli.

Per ovviare a questo problema, dopo qualche tempo, proseguite a rileggere ogni tanto il libro e mettete a posto quello che trovate di sbagliato. Non saranno dieci refusi in cinquecento pagine a fare la differenza, ma il vostro impegno nel cercarli nel tempo e rimuoverli.

Spero che il mio articolo vi sia stato utile, fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate.

 


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