Come ho iniziato a scrivere? – Seconda Puntata

Come ho iniziato a scrivere?

Bentornati!

Lascio le chiacchiere da parte e proseguo con il racconto.

PS: Questo è il secondo post della serie, se non hai ancora letto il primo corri QUI!

Gli insegnanti non facevano nulla per arginare il problema, li chiamavano “scherzi innocenti”. Purtroppo, prima che questi “scherzi tra bambini” fossero riconosciuti come bullismo, sono state necessarie innumerevole tragedie.

Tante altre persone hanno avuto la mia stessa sfortuna: scontrarsi con l’ignoranza.

Ignoranza non solo di ragazzini di dodici anni, che possono essere degli stupidelli, ma di professori che rispondevano a mia madre: «Signora, è ridicola con quell’affare. Se vuole che smettano, non glielo faccia mettere per venire a scuola».

Ignoranza dei genitori che non tentavano minimamente di educare i propri figli e che alle lamentele di mia madre scrollavano le spalle, riducendo tutto a una marachella.

Marachelle come insulti di ogni tipo, spintoni, umiliazioni di vario genere. Una volta mi sono dovuta tagliare anche i capelli, visto che avevo le gomme da masticare appiccicate in ogni dove.

Non dimenticherò mai la volta in cui mi hanno strizzato un succo di frutta all’arancia nella tasca della giacca. Il liquido mi colava dalla giacca i bambini iniziarono a dire che mi ero pisciata addosso.

Queste cose per me erano all’ordine del giorno e ringrazio il cielo che a quei tempi non esistesse Facebook, o altri social, altrimenti la mia sarebbe stata un’agonia continua, anche dopo le ore di scuola.

Una volta, quando tornavi a casa e ti chiudevi in camera tua, le umiliazioni finivano sino al giorno dopo. Oggi proseguono tramite internet, il bullismo diventa cyberbullismo e la vittima si sente costantemente perseguitata, come se quelle risate di scherno ti seguissero anche quando sei nella tua stanza, da solo.

Se siete genitori e venite a sapere che vostro figlio fa queste cose, non fategliela passare liscia, non dovete permettere che i vostri figli, anche se non capiscono cosa stanno facendo, si trasformino in mostri.

A questo punto vi starete chiedendo: “Cosa c’entra tutto questo con la scrittura?”.

Lo scoprirete nella prossima puntata, la trovate QUI


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Commenti recenti

  • Sonia Sottile
    17 Dicembre 2018 - 18:56 ·

    Però, ne hai passate va, io ricordo solo un ragazzo, che molti anni dopò morì, mi aspettava fuori da scuola e io cercavo in tutti i modi di trovare scappatoie, ma non mi ha mai picchiata veramente. A lui piaceva l’effetto di terrore che faceva.
    Oggi mi manca però, si chiamava Leo.